mercoledì 20 maggio 2009
Appunti sparsi sui film di genere e sul poliziottesco
Film di genere e "capolavori"
Un film può essere definito di “genere” anche semplicemente perché rispetta certe regole comuni, di qualsiasi tipo esse siano.
Regole che per esempio mettono in un unico ideale contenitore western così diversi come quelli di Ford, Peckinpah e Leone.
E queste regole non necessariamente sono limitative della creatività perchè è possibile inserire elementi analoghi in generi diversi: La Sfida Del Samurai e Per Un Pugno Di Dollari sono film di genere (e di genere diverso) ma indubbiamente, per molti versi, sono adirittura lo stesso film.
Il pensiero che mi corre per la mente ora è che se quel colpo di genio che trasforma un film in un capolavoro non contraddice queste regole il film è a un tempo un capolavoro e un film di genere.
Per quanto strano poi, nell'esempio precedente, solo il primo dei due si avvicina, almeno secondo me, al capolavoro (grazie anche a piccoli particolari geniali come il cane che esce dal villaggio portando in bocca una mano mozzata).

Stereotipi, originalità e l'ultimo film visto
Tra i filoni del cinema di genere italiano il poliziottesco è quello più derivativo, quello che si rifà più esplicitamente a modelli precedenti. Ma ciò non toglie che abbia una sua forte autonomia ed orignalità.
In parte questa viene già esplicitata da La polizia incrimina la legge assolve, uno dei primi esempi del genere, e quindi, proprio per questo, una sua originilità penso non si possa negare (si considerino tra le altre cose il senso di impotenza della polizia nei confronti di un sistema corrotto fino ai livelli più alti, la figura del commissario duro e in lotta contro tutti), anche semplicemente per l'uso parossistico della violenza e per il cupo pessismismo che regna durante tutto il film.
E visto che tecnicamente il film è valido, (inseguimenti spettacolari e ben diretti, ottimo uso dei flashbck), il problema risulta soprattutto di tipo narrativo.
Ovvero l'introduzione di un espediente narrativo e la reiterazione esagerata dello stesso (muoiono tutti, in sequenza, partendo dal pesce piccolo e via via salendo fino ai vertici dell'organizzazione) e in generale una mancanza di coesione narrativa che finisce per rendere il film poco interessante.
Nel suo insieme quindi non posso che reputarlo un film nella media del genere, il che vuol dire che se il genere ti piace non può che soddisfarti altrimenti potrebbe risultare, non senza ragioni, poco convincente.
Proprio la mia definizione di “per i fan del genere”...

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posted by Martin at 07:13 | Permalink |


3 Comments:


At 6/20/2009 03:53:00 PM, Blogger Fabrizio Luperto

Permettimi martin ma devo correggerti:-))I film poliziotteschi possono senz'altro essere definiti film di "genere" ma tecnicamente parlando il poliziottesco (proprio perchè poliziottesco e non poliziesco) non è un genere bensì un filone.
Inoltre LA POLIZIA RINGRAZIA che viene considerato come il capostipite del poliziottesco appartiene a sua volta ad un "sotto-filone" ben preciso, ovvero quello del commissario (in questo caso E.M. Salerno/Bertone) maturo e ben vestito, che da ordini,che si rende conto che i superiori sono corrotti, che il sistema è marcio, ma che cerca sempre di operare nei limiti della legge, rimettendoci spesso la vita. Inoltre in questi film di questo sotto-filone c'è ancora l'influenza del cinema politico sociale di qualche anno prima. Altra cosa è invece LA POLIZIA INCRIMINA LA LEGGE ASSOLVE, altro sotto-filone dove il commissario di turno è giovane forte, coraggioso, che non ha paura a lanciarsi in prima persona in inseguimenti spericolati (in precedenza delegati alle volanti)e sparatorie mozzafiato, che antepone l'azione alle indagini e che spesso fuoriesce dai recinti della legge pur di fare giustizia.
Si potrebbe andare avanti ancora per molto, per esempio altro sotto-filone è quello di Mark il poliziotto/F. Gasparri (sottofilone del giovane commissario acculturato e sempre a caccia di donne che si infiltra nelle organizzazioni mafiose) o quello del Commissario Betti/M.Merli (sottofilone del commissario sempre triste, con un rapporto conflittuale con le donne, con vicende oscure alle spalle, spesso figlio di poliziotto ammazzato) Un saluto.

 

At 6/20/2009 08:36:00 PM, Blogger Martin

In questo caso io dicevo proprio "Tra i filoni del cinema di genere italiano il poliziottesco...", usando appunto il termine filone come specificità all'interno di un genere (poliziesco).
E il suo fascino sta proprio nelle sue tante variazioni, nel saper cogliere anche i mutamenti sociali e culturali in atto nel paese in quegli anni.
Personalmente pur avendone già visti molti ho ancora una lunga lista di titoli da recuperare, sperando sia un'altra occasione di un tuo nuovo interessante intervento Fabrizio.

 

At 6/20/2009 11:21:00 PM, Blogger Fabrizio Luperto

Allora non mi resta che aspettare le tue visioni con relativi commenti per poter discutere e confrontarci.