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GOODBYE, DRAGON INN e la merita sì una visione, e anche qualcosa in più :) Massì lo sai, con me sfondi una aperta su Tsai!
E' solo che a livello puramente personale questo suo film mi ha "preso" meno di altri suoi lavori come Vive l'amour (ovviamente) o come I don't want to sleep alone o Che ora laggiù.
Poi è ovvio che sono meglio 10 minuti a caso di Tsai della maggior parte dei film adesso al cinema.
E' un grande film , come tutti quelli di Tsai; la bellezza di questo sta nell'aria di nostalgia che si respira e tutto sommato nella maggiore leggibilità della pellicola; anche secondo me non è il suo migliore, ma rimane un lavoro grandissimo. Forse non avere visto il vecchio wuxia vero protagonista di questo film mi ha fatto perdere qualcosa in materia di atmosfera e nostalgia per un certo tipo di cinema.
Tu che ne dici Missile?
Oddio, quel wuxia non l'ho visto neppure io, ma il film proiettato, e la presenza in sala dei due attori del film , allora divi, oggi anonimi anziani col nipotino, rimandano senz'altro ad una concezione epica del cinema,al di là del film stesso che ne è solo un esempio, cosa che trasuda però da tutta la pellicola, ben rappresentata da quel "nessuno si ricorda più di noi". Insomma, sembra più di assistere ad una visita ad un sacrario ricchissimo di memorie che ad un film. Infatti il discorso dei due attori non l'avevo nemmeno colto.
Così come solo alla fine ho scoperto che si trattava dell'ultimo giorno di apertura del cinema.
Proprio il fatto che non tutti gli elementi siano evidenti può avermi creato una certa difficoltà nella comprensione di questo film.
Comunque conto di rivederlo presto, di sicuro potrò apprezzarlo meglio.
IL FIUME Questo mi manca di Tsai ed è un grosso vuoto che debbo colmare al più presto; mi par di capire che siamo sulla lunghezza d'onda del primo lancinante Tsai.

Missile
E' proprio così missile.
E' un film talmente inserito nella poetica e nel "mondo" di Tsai che non riesco ad essere d'accordo con chi lo considera un film minore.
Ho scoperto Ming Liang da pochissimo e -a quanto leggo- devo assolutamente reperire questo film.
Buona giornata e buoni pensieri.
Il suo cinema è un unico grande percorso, pieno di rimandi e connessioni tra un film e l'altro.
Ogni suo film però contiene già in sè quasi tutti i temi e le atmosfere degli altri ed è fruibile a sè stante.
Ma è inutile dire che più si approfondisce la conoscenza di questo grandissimo autore e più lo si apprezza.
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    (a colpo sicuro)
    sabato 2 ottobre 2010
    GOODBYE, DRAGON INN
    GOODBYE, DRAGON INN
    (Bu san)
    Regia: Ming-liang Tsai
    Produzione: Taiwan
    Anno: 2003

    Genere: Crepuscolo esistenziale

    Per una volta il vero personaggio principale non è in carne ed ossa e non sono le vicissitudini umane ad essere esattamente al centro dell'attenzione, ma stavolta è il Cinema stesso, come luogo fisico e sotto forma di un vecchio e mitico film degli anni '60, entrambi luoghi della nostalgia, e solo nel sottofondo galleggiano i turbamenti dei pochi ancora rimasti tra spettatori e personale, cosa che può rendere più difficile il coinvolgimento nelle lente spire di un racconto che rimane comunque tanto affascinante quanto claustrobico.

    Merita una visione (soprattutto se si ama il cinema di Tsai).

    Etichette: Kang-sheng Lee, Metacinema, Shiang-chyi Chen, Taiwan

     
    posted by Martin at 04:34 | Permalink | 6 comments
    lunedì 9 agosto 2010
    IL FIUME
    IL FIUME
    (He liu)
    Regia: Ming-liang Tsai
    Produzione: Taiwan
    Anno: 1997

    Genere: Vite alla deriva

    Se la poeticità prende forma grazie a contenuti manipolati ad arte per "suscitare" qualcosa, qui siamo a un livello ben superiore, siamo alla poesia per immagini, in cui è l'accostamento di squarci visivi, non necessariamente "elevati", che acquistano valore dalla loro semplice e geniale sequenza, ed è una poesia dolorosa in cui le miserie umane sono messe a nudo senza reticenze, dalla disperata ricerca di un appagamento sessuale alla semplice speranza di un contatto umano impossibile, tenuti insieme dalla tragedia della malattia e dall'impietoso fluire di un corso d'acqua morente.

    Da vedere (con mente e cuore aperti).

    Etichette: Ann Hui, Kang-sheng Lee, Taiwan

     
    posted by Martin at 15:43 | Permalink | 4 comments


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