cinepillole
  • ...perché di cinema si “parla” troppo e le troppe chiacchiere finiscono spesso per toglierci la sorpresa e il gusto della visione...


  • La doverosa premessa
  • L'eterno dilemma
Su di me


Nome: Martin
Da: Milano
Pensiero: Sono ancora convinto che il cinema non sia una cosa "seria"...
More..

Contatti
Ultimi colpi
  • THE MILLIONAIRE
  • MILLIONS
  • DJANGO UNCHAINED
  • STAR WARS: IL RISVEGLIO DELLA FORZA
  • ONORA IL PADRE E LA MADRE
  • THOR
  • TERMINATOR SALVATION
  • ALIENS VS PREDATOR 2
  • TRON LEGACY
  • SAINT ANGE
SUSSURRI E GRIDA l'ho visto davvero tanti anni fa, ma è rimasto il mio bergman preferito. certo dovrei rivederlo, ma il fatto che a distanza di tanto tempo rimangano ancora impresse delle scene molto forti (la domestica che abbraccia la malata come fosse una bambina, l'automutilazione, i primi piani sulle espressioni sospese), non me lo fa ricordare come un film privo di emozioni. i personaggi, compreso la domestica, che sfrutta la malata per colmare il vuoto della morte della figlia, mostrano tutti forti emozioni, anche se, come dici anche tu, esclusivamente egoistiche. seguendo, in questo modo, un punto di vista amaramente realistico. Quello che dici lo capisco e in parte lo condivido anche.
Il problema forse è che le poche vere emozioni in realtà non escono, rimangono rinchiuse in quel microcosmo familiare asfittico.
Oltre al fatto che queste stesse emozioni vengono in parte soffocate da tutto il contorno di falsità, finzione e ipocrisia.
Le scene che giustamente citi sono quasi tutte statiche, immagini che "congelano" la narrazione in maniera distaccata e quasi irreale.
Per tutti questi motivi il film nel suo complesso mi ha lasciato una sensazione di disperata freddezza.
vero, quello dell'abbraccio è un vero e proprio quadro. molto doloroso.
quel che credo, ma, ripeto, dovrei rinfrescare la visione, è che la "disperata freddezza" sia di per sè un sentimento molto forte, così come la sofferenza personale, egoistica in senso letterale, è per forza di cose la sensazione più forte e sincera che una persona possa provare.
credo che tu, quando parli di freddezza, in buona parte ti riferisca alle scelte espressive. il distacco è innegabile, ma per me fa la grandezza del film, e paradossalmente lo rende estremamente incisivo.
Film come questi sono dei "mondi" la cui ricchezza ci permette di confrontarci in maniera così approfondita e già questo è segno che si tratta di un'opera di spessore raro.
Per spiegarmi meglio quello che volevo sottolineare non era l'inespressività dei personaggi o del film in generale, che anzi riesce bene comunicare angoscia e disperazione.
Probabilmente si tratta di una difficoltà personale a entrarvi in sintonia, a "entrare" nella vicenda e nei personaggi.
Ad esempio questo effetto non me l'ha fatto Persona, rivisto di recente, in cui malgrado l'ambiguità e la cripticità della narrazione ho raggiunto un coinvoglimento maggiore.
E questo non toglie che si tratti di un film formalmente perfetto.
Complice una strana fatalità :D è un film che ho visto poco tempo fa. E ci ho pensato parecchio prima di dire qualcosa. Magari recupero altro di Bergman e poi esprimo un opinione. Di sicuro è un film che fa "male". Autodistruttivo per lo spettatore (non in senso negativo però eh). Detta così sembra una cosa brutta davvero ;-) :D Infatti ho precisato "non in senso negativo". Per autodistruttivo intendo che visivamente è doloroso per chi lo guarda, per l'argomento che tratta e per il modo in cui ci viene mostrato. Si si avevo capito.
In effetti è un film che colpisce duro, anche se personalmente ho partecipato alla rappresetnazione di questo universo femminile con un certo distacco, a un tempo colpito dal dramma ma estraneo ad esso.
On-line
  • Tutti i 734 film
Indice Registi
  • A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Cine-Link


  • Lo "sguardo" raffinato di Monia


  • Lungo il "fiume" di parole di Luciano


  • La "contagiosa" competenza di Ale55andra


  • Le diamantine e ironiche "prospettive" di Iosif


  • Le "nere" stanze di Asgaroth e Midnight


  • Le risalite "controcorrente" di AlDirektor


  • Le eclettiche "voci" dei Cinemaniaci


  • Il penetrante "occhio" di Alberto


  • La "sensibile" alternativa di Souffle


  • Le luminose "riflessioni" del Missile


  • La "regina" incontrastata dell' Universo
  • Anime Perdute
  • Mario
  • Lilith
  • Claudio
  • Dea Silenziosa
  • Rosso Cremisi


  • Archivi
    più e meno
    • Più : Buster Keaton, Clint Eastwood, Alejandro Jodorovsky
    • Meno: Oliver Stone, Lars Von Trier, Peter Greenaway
    • Amo: Fantascienza, Western, Cinema Muto
    • Evito: Teen Movie, "nuovo" cinema italiano
    Dicono di me
  • Su La Settima Arte
  • Su Tomobiki Märchenland
  • Amichevoli segnali
    Visitatori
    credits
    Layout design by Pannasmontata
    Some Rights Reserved
    Creative Commons License
    This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 3.0 Unported License.
    (a colpo sicuro)
    mercoledì 15 luglio 2009
    SUSSURRI E GRIDA
    SUSSURRI E GRIDA
    (Viskningar och rop)
    Regia: Ingmar Bergman
    Produzione: Svezia
    Anno: 1972

    Genere: Esistenze in bilico

    Ogni istante è scandito da dissolvenze in rosso, colore di un sangue (vita) che non c’è più, che esiste solo come conseguenza d'atto violento, così come rosso è anche il colore di tutti gli ambienti, e, per contrapposizione, tutto questo viene usato per descrivere un universo fin troppo gelido, dominato in gran parte da meschinità e falsi sentimenti, in cui solo la sorella moribonda apprezza davvero la vita, contrariamente a due sorelle diversamente egoiste.

    Merita una visione (pur con le difficoltà ad avvicinarsi a questo mondo privo di emozioni)
    .

    Etichette: Liv Ullmann, Svezia

     
    posted by Martin at 21:52 | Permalink | 8 comments


    Tutte le immagini sono © (copyright) dei detentori dei rispettivi diritti