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Nome: Martin
Da: Milano
Pensiero: Sono ancora convinto che il cinema non sia una cosa "seria"...
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LA PROMESSA DELL'ASSASSINO uno dei titoli di punta della stagione 2007, che si è contraddistinta per una serie di pellicole interessantissime quali da tanti anni non si vedevano tutte insieme. Un film di una forza prorompente, stilisticamente perfetto.
Quali sono gli altri titoli che hai in mente Mario?
Un grandissimo film di un Cronenberg che sembra stia uscendo dallo stile che lo contraddistingueva, pur rimanendo il regista delle metamorfosi carnali. Se ci pensi bene però Cronenberg non si è mai fermato negli anni, si è sempre rinnovato facendo film molto diversi tra loro.
Insomma da lui mi aspetto questo, che riesca ogni volta stupirmi, che riesca a darmi quella scossa che in pochi ormai sanno dare.
martin, gli altri a cui penso sono LO SCAFANDRO E LA FARFALLA, 4 MESI 3 SETTIMANE 2 GIORNI, NON è UN PAESE PER VECCHI, ESPIAZIONE, LUST CAUTION. ecco, per dirti i primi che mi vengono in mente. Intanto me li segno Mario così appena posso li recupero. Straordinario, tra i migliori della sua stagione e a mio avviso tra i migliori di Cronenebrg, che poi sono quasi tutti migliori!
Ale55andra
ottimo cronenberg, mi pare di averlo messo nella mia top ten 2007 @Ale:
soprattutto è un film che è arrivato proprio al momento giusto, ormai il genere sembrava produrre solo "moscerie".

@Claudio:
ne hai davvero tutte le ragioni.
Sono d'accordo. Il demone sotto la pelle e, poniamo, Crash, sono talmente differenti tra loro da far sorgere il dubbio che siano stati girati da due registi diversi. Cronenberg riesce a stupirci ogni volta, trasformando ogni volta la sua tecnica. Per stile intendevo quel "click" che attraversava trasversalmente i suoi film creando un idioletto riconoscibile. Mi riferisco alle metamorfosi della carne come metafora del mostro dell'inconscio. Il Male dell'inconscio nei suoi film usciva all' "aperto" sotto forma di carne. Negli ultimi film non succede (in particolare nella Promessa). La carne adesso è "metafora" della carne stessa. Siamo ancora nell'inconscio, ma sembra che Cronenberg stia virando di 180 gradi, dimostrando (se ne ce fosse ancora bisogno) di essere un grande. Come vedi le nostre analisi sulla Promessa hanno molto in comune, conferma di una simile sensibilità nei confronti di questo geniale canadese.
Se poi si pensa a film come Spider e M.Butterfly ci si rende ancora di più conto di quanta sia vasta la sua gamma espressiva.
A HISTORY OF VIOLENCE ricordo che mi era piaciuto. i dizionari (il morandini) hanno dato 5 stelle a questo film, raro privilegio. non mi spingerei a tanto, ma lo considero comunque un prodotto più che corretto. Sarà che ultimamente trovo difficilmente il motivo per gridare al miracolo ma non posso che darti ragione.
E poi, che diamine, è Cronenberg e da lui aspetto sempre qualcosa che sappia scuotermi dentro.
Un buon film, solo che Cronenberg fa abuso di clichè e la tensione solita dei suoi film perde qualcosa soprattutto nel finale durante lo scontro con il fratello/Hurt.

Ps. Era il fratello, vero?
Si tratta proprio del fratello gangster.
Sul film siamo sostanzialmente d'accordo, soprattutto alla luce della mia stima infinita nei confronti del regista.
Cronenberg è uno di quei pochi registi di cui riesco ad apprezzare ogni suo film, questo incluso, anche se non è il mio preferito. Almeno con lui c'è la garanzia di un linguaggio e uno sguardo perlomeno personale, come nel caso di Lynch che sia io che Christian tendiamo a mettere in una stessa ideale categoria di registi. Sì, anche Lynch rientra tra i miei registi preferiti. Ciao, Martin! Complimenti per il blog!

Questo film l'ho visto proprio qualche giorno fa. Dalla fama che aveva pensavo che fosse qualcosa di particolare, invece l'ho trovato molto "normale", finanche prevedibile. È piacevole da vedere, ma veramente non ho capito cosa ci sia di speciale.

La storia è banale, non ci sono dialoghi memorabili (o magari ci sono, ma non me li ricordo, ergo...), i cattivi sono al limite della parodia dei gangster e perciò diventa difficile prenderli sul serio fin dall'inizio, e Aragorn non è che sia un personaggio così originale.

Ripeto, si guarda volentieri, ma a questo punto mi diverto di più a guardare un episodio di Lost o di CSI.
È anche per film come questi che ultimamente mi sono dato alle serie TV: pochi fronzoli e molta carne al fuoco per soddisfare la voglia di sentirsi raccontare una bella storia.

Per altri tipi di emozioni c'è anche il cinema con la C, ma non mi sembra questo il caso.

Ciao!
ERNESTO
Benvenuto Ernesto in questo mio nuovo spazio.
Mi pare evidente la tua delusione nei confronti di questo film ed io stesso anche se non sono drastico come te ne vedo comunque i limiti.
La mia delusione più grande è dovuta al fatto che Cronenberg ci ha quasi sempre abituato a film molto personali.
Ed è qui che forse manca qualcosa, anche se lo stile c'è e la sceneggiatura anche se non è memorabile non arriverei a definirla banale.
E poi se ti lamenti di questo prova a vedere American gangster e poi ne riparliamo!

ps. quando Christian leggerà che preferisci una serie televisiva a certi film come minimo gli viene un colpo... ;)
Grazie per la risposta, Martin.

Christian lo sa già che mi piacciono le serie, e discorsi con lui su questo argomento li abbiamo già fatti, ma tu stesso sai bene come la pensa lui.

Sulla trama banale, volevo dire che non è originale. Ho citato Lost proprio perché mentre guardavo questo film mi è venuta in mente Kate che all'inizio della serie cerca di non far sapere che è stata una criminale, perché ha l'occasione di rifarsi una vita. Poi per caso le capita di impugnare una pistola e sparare e tutti si stupiscono di come la sappia usare bene. E lei mente e cerca di ritardare il momento della verità. Poi alla fine vengono a sapere del suo passato ma i suoi amici non le chiedono nulla e l'accettano così com'è.

E di storie del genere ne ho già viste/sentite altre.

Voglio dire, a livello di storia, di personaggi, di situazioni già questo film non è il massimo dell'originalità, ecco. E se non ci aggiungi un'impronta stilistica forte, una forma particolare, un lato oscuro più oscuro (appunto Cronenberghiano), allora per me diventa poco interessante.

Perché di Lost o di altre serie girano un episodio alla settimana, perciò certe cadute stilistiche o annacquamenti linguistici sono inevitabili (e quindi più facilmente perdonabili), ma in un film da cinema e per di più "d'autore" lo sono un po' di meno.

Ciao!
ERNESTO
Infatti non penso che sia il passato misterioso la parte più originale, lo è di più il contesto provinciale in cui è inserito e soprattutto lo sviluppo/scontro nei rapporti familiari.
A questo punto sono curioso di vedermi il successivo lavoro di Cronenberg "Eastern Promises".
A me questo film era piaciuto per la dicotomia fra famiglia "normale" e famiglia "criminale", e per la scena finale dell'accettazione/perdono, ma mi sento di dire che "La promessa dell'assassino" gli è superiore, anche se siamo nella stessa categoria di film (cioè meno disturbante della media cronenberghiana).

Per quanto riguarda le serie tv, forse è inutile riaprire il discorso: io non le vedo anche perché richiedono di deidicare troppo tempo a un unico prodotto: cambierei idea se ogni episodio raccontasse una storia diversa (come "Ai confini della realtà"). In più non amo lo stile (di regia, di montaggio, di recitazione) delle serie americane, e infatti quelle poche che apprezzo sono europee (Martin sa che recentemente ho addirittura acquistato per la prima volta un cofanetto di una serie completa, naturalmente britannica!)
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    (a colpo sicuro)
    lunedì 2 giugno 2008
    LA PROMESSA DELL'ASSASSINO
    LA PROMESSA DELL'ASSASSINO
    (Eastern Promises)
    Regia: David Cronenberg
    Produzione: UK/Canada/USA
    Anno: 2007

    Genere: Criminalità organizzata

    Ritornano in scena i corpi, con prepotenza, ma non come tramite per arrivare ad altro ma per ciò che sono, per i segni che mostrano, per le ferite che sanguinano e pulsano, e proprio per questo è tutto un susseguirsi di corpi che si scontrano, che si accoppiano in combinazioni dai significati diversi e finisce come inevitabilmente deve finire perché nei corpi non c’è consolazione né redenzione ma solo intrinseca verità.

    Da vedere
    .

    Etichette: Londra, Mafia, Russia, Viggo Mortensen

     
    posted by Martin at 17:31 | Permalink | 11 comments
    giovedì 28 febbraio 2008
    A HISTORY OF VIOLENCE
    A HISTORY OF VIOLENCE
    (A History of Violence)
    Regia: David Cronenberg
    Produzione: USA/Germania
    Anno: 2005

    Genere: Violenza Urbana

    Gelo sentimentale che scioglie vite tranquille squassate da un passato che non muore mai, tanto da non riuscire a capire fino in fondo quale dei due opposti sia l’immagine più fedele di queste realtà familiari/provinciali apparentemente (e volutamente) anonime.
    Merita una visione
    .

    Etichette: Midwest, Vendetta, Viggo Mortensen

     
    posted by Martin at 00:12 | Permalink | 12 comments


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