domenica 12 ottobre 2008
SFIDA SENZA REGOLE
SFIDA SENZA REGOLE
(Righteous Kill)
Regia: Jon Avnet
Produzione: USA
Anno: 2008

Genere: Vecchi poliziotti, soliti crimini

Troppa grazia, troppa davvero, troppa per riuscire a credere davvero che non si tratti solo di un gioco, in fondo nemmeno troppo velatamente autobiografico, di una gara, di una sfida che esce dal contesto di un indagine poliziesca che ha tutto per essere credibile, atmosfera, malavita, assassini seriali, ma che si stempera nella sfida vera, quella tra due mattatori che si divertono a rubarsi la scena e di rubarla al film stesso, ridotto quasi a mero supporto, per quanto comunque non privo di interesse.

Merita una visione
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posted by Martin at 11:14 | Permalink |


5 Comments:


At 10/12/2008 04:44:00 PM, Blogger Mario Scafidi

d'accordo con te, martin. in giro si legge un gran male di questo film, che io invece ho trovato piacevole. penso che dipenda dal fatto che mettere in scena due mostri sacri contemporaneamente genera aspettative che difficilmente possono essere soddisfatte.

 

At 10/12/2008 05:44:00 PM, Blogger Martin

Infatti Mario si tratta di uno di quei casi in cui il film in sè è quasi meno importante delle interpretazioni e di sicuro senza di esse non sarebbe stato così interessante.
E' come per Maradona e il Napoli: anche quando la squadra perde vale il prezzo del biglietto...

 

At 10/13/2008 05:03:00 PM, Blogger Ale55andra

Come dico spesso: Ma anche no! :P

 

At 10/14/2008 07:53:00 PM, Blogger Luciano

Molti i commenti negativi e pochi quelli positivi. Quindi un film che a questo punto devo vedere.

 

At 10/15/2008 10:54:00 AM, Blogger Martin

In effetti è un caso strano questo film e non posso nemmeno dire che sia stato "sottovalutato".
Sarebbe più corretto dire che si erano create delle false aspettative, come se la coppia De Niro-Pacino fosse sinonimo di "filmone".
Altrove sottolineavo come "questo film sia stato liquidato in maniera piuttosto sommaria, limitandosi a prendere del film solo l'aspetto più immediato.
E la causa è proprio quell'atteggiamento troppo "cinefilo" per un film assolutamente poco "autoriale" e di conseguenza estraniando le valutazioni dal "contesto" qui come mai davvero la chiave di lettura del film.
Per usare un semplice termine di paragone questo film sta agli interpreti come il pane alla nutella: ne è soltanto il "supporto", il solo veicolo fisico che ne permette la fruizione.
Paradossalmente il valore del film non sta nel suo (mediocre) contenuto ma nella sua rappresentazione portata avanti da due interpreti che a viso aperto giocano a "fare" sè stessi, non prendendosi mai sul serio, giogioneggiando, sdrammatizzando e contemporaneamente riflettendo su ciò che sono diventati.
In questo senso un atteggiamento troppo "serioso", troppo legato alle normali categorie interpretative impedisce di cogliere il motivo per cui questo film (bruttino) merita di essere visto."