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Nome: Martin
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LA MUSICA DEL CASO questo un po' di anni fa lo presi anche io, dal cestone dei film a 4,90 in non ricordo quale supermercato occidentale. leggendo, ancora ulteriori anni prima, il libro di auster, mi parve una cosa da cinematografare assolutamente, vista la quantità di idee ottime e ad effetto, fatta apposta per un film sospeso, livido e fortemente depressivo. il film credo sia davvero brutto, riesce ad essere di una piattezza superiore ad ogni aspettativa, e la presenza di auster in prima persona conferma il rapporto non felice che c'è spesso fra scrittori e cinema. Trattasi di tipico caso di film che delude le attese di chi ha apprezzato il libro.
A me anche rivedendolo a distanza di anni mi sembra un film che mantiene una sua originalità in un panorama americano questo si davvero piatto.
Se mi dici che banalizza il libro non sono in grado di contestarti malgrado sia rimasto piacevolmente coinvolto dall'atmosfera straniante di questa pellicola.
Non sarà un capolavoro ma ha il pregio di non prostrarsi ai soliti clichè narrativi di certo cinema commerciale e/o festivaliero.
di certo l'intreccio è di per sé eccezionale. da questo punto di vista il film può essere un mezzo per dare più diffusione ad una storia ottimamente scritta, ma avrebbe potuto fare molto molto di più. A chi lo faresti dirigere compagno? bella domanda. è che mentre lo leggi, davvero vedi scorrere le immagini, ma non sai chi è il regista :)
comunque non credo debba essere necessariamente una cosa piccola o autoriale, la vedo come una cosa alla barry levinson ispirato, o sam mendes, che con yates m'è sembrato ottimo.
AMERICA OGGI Altman traspone alcuni racconti di Raymond Carver, il padre el minimalismo americano ed all'epoca uno dei miei scrittori preferiti. "Magnolia" ed il suo regista devono moltissimo a questo film.
Il pezzo in cui Julian Moore (non a caso attrice feticcio di P.T.Anderson)gira per casa lasciando scoperto il pube è un capolavoro di disinvlta provocazione.
Aggiungo che l'abilità di Altman sta anche nel riuscire a far scorrere le storie in maniera assolutamente fluida una nell'altra.
Uno dei miei film preferiti di sempre!
Altmann riuscì ad essere anarchico anche all'interno di un fenomeno di rottura come la New hollywood. Da sempre abituato a decostruire i generi era un maestro nella costruzione dell'intreccio...vedendo il suo ultimo film (A praire home companion)mi viene da dire che la sua vena era lung dall'essere esaurita Hai proprio ragione Nick, davvero una grande perdita la sua... america oggi, il lungo addio e i compari sono fra le cose più belle del cinema. Mi fa molto piacere trovare nella lista I Compari, una perla davvero sottovalutata ma di una bellezza visiva commovente. Mi unisco ai commenti positivi nei confronti di un film meraviglioso (come lo sono quasi tutti i film di Altman). Sarebbe interessante leggerne un tuo commento se non l'hai già fatto...
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    (a colpo sicuro)
    sabato 28 novembre 2009
    LA MUSICA DEL CASO
    LA MUSICA DEL CASO
    (The Music of Chance)
    Regia: Philip Haas
    Produzione: USA
    Anno: 1993

    Genere: Brivido dell'imprevisto

    La fortuna nella vita conta molto o forse nulla ma in ogni caso sono quasi sempre le nostre scelte a preparare il terreno alle nostre più improbabili sconfitte o alle nostre vittorie più insperate, e se poi è alle carte che affidiamo il nostro destino, di certo il futuro si fa ancora più misterioso e occorre che ci prepariamo ad affrontare le conseguenze delle nostre azioni, fino in fondo.

    Da vedere (a suo modo rimane unico nel suo genere)
    .

    Etichette: Chris Penn, James Spader, Paul Auster

     
    posted by Martin at 20:17 | Permalink | 5 comments
    domenica 7 giugno 2009
    AMERICA OGGI
    AMERICA OGGI
    (Short Cuts)
    Regia: Robert Altman
    Produzione: USA
    Anno: 1993

    Genere: Esistenze in bilico

    Cinema come vita, e tanto basterebbe per descrivere questo complesso e affascinante intreccio di storie e personaggi, sparpagliati in una megalopoli pervasa da ipocrisia e indifferenza ma in cui, malgrado caos e malesseri striscianti, riescono comunque a sopravvivere barlumi di umanità, soprattutto in chi ha quasi toccato il fondo, tutto perfettamente sincronizzato in un unico lungo flusso che avvolge e travolge con la forza di ciò che accomuna tutti noi, nessuno escluso.

    Da vedere assolutamente
    .

    Etichette: Andie MacDowell, Chris Penn, Jack Lemmon, Jennifer Jason Leigh, Julianne Moore, Los Angeles, Madeleine Stowe, Matthew Modine, Peter Gallagher, Robert Downey Jr., Tim Robbins, Tom Waits

     
    posted by Martin at 10:14 | Permalink | 8 comments


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