cinepillole
  • ...perché di cinema si “parla” troppo e le troppe chiacchiere finiscono spesso per toglierci la sorpresa e il gusto della visione...


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Nome: Martin
Da: Milano
Pensiero: Sono ancora convinto che il cinema non sia una cosa "seria"...
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NON PER SOLDI... MA PER DENARO ti ho aggiunto ai miei link! se ti va di ricambiare o diventare follower del mio blog mi farebbe molto piacere!a presto! In realtà il tuo blog lo conosco già da un po' e ho avuto modo di apprezzarne l'approccio personale e interessante! IRMA LA DOLCE io sono abbastanza sicuro che non sia un difetto. wilder con questo tono può raccontare una storia assolutamente allucinante, tostissima e sconcia. per me capolavoro, e la coppia lemmon maclaine è una delle cose più belle che siano mai successe al cinema. Punto interessante.
Premesso che la maestria di Wilder è tale per cui non si può non apprezzare qualsiasi sua produzione, ammetto che sono altri i suoi film che preferisco.
Rimanendo in tema ho una predilezione particolare per l'Appartamento, uno di quelli a cui sono più affezionato.
Questo Irma La Douce invece, inteso che ciò che dici è sacrosanto, lo metto un filino sotto i miei preferiti, proprio perchè tendo a preferire tra le sue commedie quello meno "eccessive", vedi anche Uno Due Tre.
Ma è solo una mia questione personale, solo una sfumatura di giudizio in fondo.
come ti dissi, anche per me l'appartamento è un punto di riferimento assoluto. e anche per me è un filo meglio di irma la dolce, che ha però un tono radicalmente differente. mi aveva solo un po' stupito quel "merita una visione" che solitamente accordi a film minori, ma evidentemente, come dici, la cosa va letta nella panoramica del cinema di wilder.
di uno due e tre ricordo una prima parte fenomenale, poi un po' si stanca.
sarà anche perché la prima volta ebbi la fortuna di vederlo al cinema, irma la dolce per me rimane uno dei migliori.
In effetti la qualità è talmente alta che è difficile tarare esattamente i giudizi.
E per lo stesso motivo entrano in ballo fattori molto personali che finiscono per farci preferire uno o l'altro.
A parte i titoli più ovvi, un altro di quelli a cui sono affezionato è Sabrina. Sarà anche iper zuccheroso ma non mi stanco mai di rivederlo.
E questo per limitarci solo alle commedie!
L'APPARTAMENTO uno dei miei film preferiti. E' anche uno dei miei.
Ricordo visioni su visioni nel corso di anni di passaggi televisivi.
E appena rivisto continua ad essere magnifico.
Ripeto, difficile fare meglio.
un classico! A QUALCUNO PIACE CALDO Mai stato totalmente d'accordo con te come in questo caso. Un cult. Potrei andare avanti per anni guardando solo film "vecchi" che non ho ancora visto e sarebbero di livello superiore alla stragrande maggioranza dei film che escono attualmente al cinema.
E' una cosa che fa riflettere non trovi?
Senza dubbio. Ho riflettuto molte volte ma non ho mai approfondito. Forse perché il cinema era giovane e guardare ogni fotogramma era come esplorare un continente, mentre adesso siamo abituati ad un mondo che comunica solo per immagini stereotipate. Si tratta, come direbbe Greenaway, di mettersi a studiare la grammatica perché abbiamo cominciato a parlare uno slang impoverito e sciatto, siamo analfabeti della visione, abituati a vedere solo la superficie dell’immagine. Forse. Quindi mi pare di capire Luciano che secondo te, lo scadimento delle proposte attuali sia un "gioco al ribasso" tra produttori e pubblico.
Ho capito bene?
Sono solo supposizioni. Non pretendo di “spiegare” il problema. Non vorrei aggiungere retorica ad altra retorica, ma ritengo che il gusto sia cambiato o per lo meno il gusto del grande pubblico, anche se è vero che brutti film sono sempre stati fatti così come pure oggi vengono prodotti ottimi film. Forse non c’è una regola, ma ho la sensazione che in generale, se si escludono gli appassionati, si va al cinema per vedere la superficie del mare senza voler fare la conoscenza della flora e della fauna che vive sotto le acque. Fretta, stanchezza che obbliga a farsi trascinare dalla corrente, e soprattutto paura di ciò che ci riserva il futuro e pertanto desiderio morboso di lasciarsi trascinare dalla “torcida”, perché conoscere è doloroso: queste le probabili cause. Forse c’è in atto un vero e proprio gioco al ribasso anche se è pur vero che vengono prodotti ottimi film e inoltre il cinema inteso come arte deve sempre proporre nuovi modi della visione rischiando, come spesso accade, di piacere a pochi. Non vedo insomma l’intento di andare al cinema per analizzare, capire, costruire o decostruire, ma solo tanta voglia di giocare e questo può anche andare bene, perché, per carità, in generale non sono contrario al gioco, ma non riesco a entrare sino in fondo in sintonia con un certo modo di vedere che consiste nel guardare un film come se si stesse giocando con la play station. Per assurdo potrebbe anche andarmi bene questo, ossia andare al cinema e giocare col film, ma allora datemi un joystick e fatemi interagire con i personaggi anche se forse lo spettacolo che ne risulterebbe non potrebbe essere più definito cinema. Ehm… non dare troppo peso a quanto scritto sopra… si tratta solo di pensieri espressi in libertà senza aver svolto prima un’accurata analisi del fenomeno. Ti dirò, trovo particolarmente apprezzabile vederti, per una volta, navigare a vista, ci mostra un aspetto nuovo di te Luciano.
E in particolare trovo interessante il discorso sul Cinema che un tempo "costruiva" il proprio linguaggio mentre ora subisce quelli che provengano dall'esterno.
Probabilmente è un fatto inevitabile nell'era della comunicazione digitale, in cui l'assuefazione "comunicativa" necessita la reiterazione continua degli stessi schemi, senza i quali non si riesce a farsi ascoltare.
AMERICA OGGI Altman traspone alcuni racconti di Raymond Carver, il padre el minimalismo americano ed all'epoca uno dei miei scrittori preferiti. "Magnolia" ed il suo regista devono moltissimo a questo film.
Il pezzo in cui Julian Moore (non a caso attrice feticcio di P.T.Anderson)gira per casa lasciando scoperto il pube è un capolavoro di disinvlta provocazione.
Aggiungo che l'abilità di Altman sta anche nel riuscire a far scorrere le storie in maniera assolutamente fluida una nell'altra.
Uno dei miei film preferiti di sempre!
Altmann riuscì ad essere anarchico anche all'interno di un fenomeno di rottura come la New hollywood. Da sempre abituato a decostruire i generi era un maestro nella costruzione dell'intreccio...vedendo il suo ultimo film (A praire home companion)mi viene da dire che la sua vena era lung dall'essere esaurita Hai proprio ragione Nick, davvero una grande perdita la sua... america oggi, il lungo addio e i compari sono fra le cose più belle del cinema. Mi fa molto piacere trovare nella lista I Compari, una perla davvero sottovalutata ma di una bellezza visiva commovente. Mi unisco ai commenti positivi nei confronti di un film meraviglioso (come lo sono quasi tutti i film di Altman). Sarebbe interessante leggerne un tuo commento se non l'hai già fatto...
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    (a colpo sicuro)
    mercoledì 22 dicembre 2010
    NON PER SOLDI... MA PER DENARO
    NON PER SOLDI... MA PER DENARO
    (The Fortune Cookie)
    Regia: Billy Wilder
    Produzione: USA
    Anno: 1966

    Genere: Imbrogli e sentimenti

    I personaggi ci sono tutti, dal cognato avvocato, trafficone e senza scrupoli, alla ex-moglie ingannatrice per interesse, oltre ovviamente al frastornato protagonista che accetta, molto controvoglia, di fingersi invalido solo per amore ma che alla fine non può che cedere all'onestà, grazie anche all'esempio di un giocatore di football un po' ingenuo e onesto per davvero, e come da aspettative la scrittura è vivace e calibratissima, anche se stavolta le gag sono di livello inferiore del solito e il divertimento non è sempre altissimo, controbilanciato però da una sotteranea critica sociale che non risparmia niente e nessuno.

    Merita una visione (lo so, con Wilder si tende immancabilmente a essere ripetitivi).

    Etichette: Cleveland, Football, Jack Lemmon, Judi West, Ron Rich, Walter Matthau

     
    posted by Martin at 22:48 | Permalink | 2 comments
    domenica 12 dicembre 2010
    IRMA LA DOLCE
    IRMA LA DOLCE
    (Irma la Douce)
    Regia: Billy Wilder
    Produzione: USA
    Anno: 1963

    Genere: Follie amorose

    Il racconto di un’irresistibile passeggiatrice e del suo improbabile (e geloso) amante-protettore scorre via veloce e frizzante nonostante la discreta lunghezza, ma qualche istrionismo e buffoneria di troppo tolgono quel minimo di realismo necessario a rendere la narrazione compatta e più coerente, anche se a tratti si dubita un pochino che tutto ciò debba essere per forza considerato un difetto.

    Merita una visione (e se non avessimo le prove che si può fare di meglio, anche qualcosa in più...)

    Etichette: Jack Lemmon, Parigi, Shirley McLane

     
    posted by Martin at 00:11 | Permalink | 4 comments
    venerdì 22 ottobre 2010
    L'APPARTAMENTO
    L'APPARTAMENTO
    (The Apartment)
    Regia: Billy Wilder
    Produzione: USA
    Anno: 1960

    Genere: Illusioni e delusioni

    Davvero difficile fare di meglio, cinematograficamente parlando, in quanto a una sceneggiatura scoppiettante e a protagonisti al meglio delle proprie capacità espressive, si uniscono ficcanti tocchi di critica sociale che mettono a nudo l’ipocrisia della società contemporanea fatta di menzogne e meschini espedienti, inseriti però talmente bene nell’impianto comico del racconto da non appesantirlo ma anzi riuscendo a fondersi alla perfezione anche con i momenti più toccanti, per sfociare in brillanti svolte narrative sentimentali ma mai scontate.

    Da vedere assolutamente.

    Etichette: Jack Lemmon, New York, Shirley McLane

     
    posted by Martin at 09:57 | Permalink | 3 comments
    lunedì 20 settembre 2010
    A QUALCUNO PIACE CALDO
    A QUALCUNO PIACE CALDO
    (Some Like It Hot)
    Regia: Billy Wilder
    Produzione: USA
    Anno: 1959

    Genere: Amori e inganni

    Sceneggiatura brillante e senza attimi di pausa, personaggi che fin dalle prime battute risultano già splendidamente delineati, tempi comici perfetti: si potrebbe andare avanti così per molto con queste banali considerazioni per descrivere una commedia perfetta in cui, nella Chicago dei gangster e del proibizionismo, le vicende di due musicisti squattrinati e pronti a tutto per sbarcare il lunario si fondono con quelle di un'orchestra femminile, per dare vita a incontri romantici impensabili e a mirabili performance en travesti di due attori in stato di grazia, e in cui i classici spunti amorosi trovano il loro oggetto più ambito nella più sensuale e affascinante creatura che sia mai apparsa su uno schermo cinematografico.

    Da vedere assolutamente.

    Etichette: Chicago, Florida, Jack Lemmon, Marilyn Monroe, Tony Curtis

     
    posted by Martin at 00:09 | Permalink | 6 comments
    domenica 7 giugno 2009
    AMERICA OGGI
    AMERICA OGGI
    (Short Cuts)
    Regia: Robert Altman
    Produzione: USA
    Anno: 1993

    Genere: Esistenze in bilico

    Cinema come vita, e tanto basterebbe per descrivere questo complesso e affascinante intreccio di storie e personaggi, sparpagliati in una megalopoli pervasa da ipocrisia e indifferenza ma in cui, malgrado caos e malesseri striscianti, riescono comunque a sopravvivere barlumi di umanità, soprattutto in chi ha quasi toccato il fondo, tutto perfettamente sincronizzato in un unico lungo flusso che avvolge e travolge con la forza di ciò che accomuna tutti noi, nessuno escluso.

    Da vedere assolutamente
    .

    Etichette: Andie MacDowell, Chris Penn, Jack Lemmon, Jennifer Jason Leigh, Julianne Moore, Los Angeles, Madeleine Stowe, Matthew Modine, Peter Gallagher, Robert Downey Jr., Tim Robbins, Tom Waits

     
    posted by Martin at 10:14 | Permalink | 8 comments


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