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  • ...perché di cinema si “parla” troppo e le troppe chiacchiere finiscono spesso per toglierci la sorpresa e il gusto della visione...


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Nome: Martin
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Pensiero: Sono ancora convinto che il cinema non sia una cosa "seria"...
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DJANGO UNCHAINED BASTARDI SENZA GLORIA Eccome se ne invoglia. Visto una settimana fa e ancora le parole non escono dalla penna. verissimo, il primo legame col western è nella libertà di reinventare la realtà. che non crea una realtà alternativa, ma proprio un mondo a sè.
grande sorpresa, per me, questo tarantino. molto più di altre cose magari più attese.
@Luciano:
confesso che anch'io fatico ancora a parlarne e scriverne.
E' come un poliedro di cui intuisco le molteplici facce ma di cui ancora non ne conosco il numero e di cui solo alcune sono riuscito davvero a percepire.

@iosif:
Tarantino è questo. Tipico dei grandi riuscire a sorprendere, spiazzare, far discutere.
Questo a prescindere dal fatto che non tutto in questo Bastardi mi ha convinto.
Merita sicuramente una visione! Uno dei migliori film di Tarantino di certo. Ammetto Al che giorno dopo giorno aumentano le mie perplessità sulla parabola artistica tarantiniana. Passo dopo passo il suo sta diventando il cinema del nulla, formidabile guscio cinematografico ma sostanzialmente privo di contenuti. Mm sinceramente credo (e spero anche) di no. C'è forse una spinta sempre più forte nel superarsi. E magari a forse di tirare e tirare alla fine questa corda si spezza. Per il momento, parere personale, Tarantino è ancora nei limiti del suo modello e tipo di cinema. Il punto è proprio questo, rispetto a Death Proof di passi avanti ce ne sono stati pochi, stessi difetti, stesso amore per il cinema ma molta più pretenziosità. Martin, credo che proprio questo suo immenso amore per il cinema gli fa fare determinate cose. E quasi annebbiato dalla sua passione. Non credo che il cinema di Tarantino abbia mai fatto "passi avanti", anche perchè il miglior film di Tarantino rimane fra i suoi primi tutt'ora. Il suo è un cinema fermo, che sperimenta, ma che non si sviluppa rinnovandosi davvero. Ecco io invece su questo punto mi permetto di dissentire.
Non penso si possa negare, ad esempio, che Kill Bill abbia aperto un filone nuovo nel cinema di Tarantino, più legato all'immaginario anni '70 e meno a quella certa epica noir-pulp.
E piano piano il citazionismo ha preso il sopravvento sulla struttura stessa dei suoi film.
Poi chiaramente il suo cinema affascina a prescindere quasi dai film stessi ma questo è un discorso (lungo) a parte.
D'accordo che "Kill Bill" sia una svolta. Quasi un cambio di rotta per Tarantino. Ma non per questo è un'evoluzione del cinema di Tarantino. E' altro quello che appare nel film, certo, è un diverso tipo di "minestrone citazione", ma è sempre quello che Tarantino ama farci vedere da sempre. Non è un altro "tipo" di film. E non è così diverso dai precedenti (tutti ottimi tra l'altro). Potrei essere d'accordo sul fatto che il citazionismo ha sovrastato la matrice Tarantiniana "all'antica" ("Le iene" in particolare), ma non credo che ciò sia un restauro del suo modo di fare i film. Cambia genere, questo è sicuro, ma non basta per farlo nuovo. Merita diecimila visioni, non una!! Ahah, se non si è capito io ho adorato questa pellicola.

Ale55andra
@Al:
tutto chiaro ora!
Se prendiamo in considerazione la "matrice" tarantiniana che percorre tutti i suoi film il tuo discorso diventa certamente più condivisibile.
Da parte mia comunque continuo a rimpiangere ciò che invece non c'è più, ciò che si è perso per strada, quel po' di "polpa" in più che rendeva i suoi film molto più sostanziosi.
Vedremo cosa ci riserva il futuro, quale sarà il prossimo evento che QT ci regalerà.

@Ale:
si si lo avevo capito!!
E anche se non sono del tutto convinto di questo film capisco il tuo entusiasmo.
Averne di altri registi così...
Bè, guarda Martin, io l'ho presa con filosofia. Non rimpiango ciò che è stato (ma mi piacerebbe vederlo di nuovo, non lo nego), e non condanno cio che è. Apprezzo entrambi i lati di Tarantino (chissà che non abbia altre parti nascoste in serbo per noi). Come hai detto tu, aspetteremo per vedere cosa ci riserva il caro Tarantino nel futuro.
Saluti!
anche io ho faticato un sacco a scrivere la "recensione".. e infatti alla fine ci ho rinunciato. Bastardi senza Gloria è un film che va visto tutto d' un fiato, perchè mentre te lo guardi sprigiona un' energia fortissima che ti coinvolge inchiodandoti alla sedia fino alla fine. non se ne parla dopo, forse perchè cè poco da dire, ma soprattutto perchè le sensazoni forti si vivano solo sulla pelle. Una delle più belle riflessioni su questo film Smilla.
Finalmente qualcuno che evita di ripetere le solite considerazioni su cinema, citazioni e "rilettura della storia".
Il tuo approccio in definitiva è molto simile al mio, condensato nel lasciarsi trasportare da quest'onda di immagini in movimento, apprezzandone anche e soprattutto i suoi "vuoti".
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    (a colpo sicuro)
    martedì 26 gennaio 2016
    DJANGO UNCHAINED
    DJANGO UNCHAINED
    (Django Unchained)
    Regia: Quentin Tarantino
    Produzione: USA
    Anno: 2012

    Genere: Western postmoderno

    Cinema come gioco, e non cinema-giocattolo nelle mani dello spettatore, perché qui abbiamo un autore che si diverte, e noi con lui, a frullare codici e stilemi, umorismo e brutalità, registri e livelli di lettura, per regalarci una cavalcata epica di violenza e riscatto, godibile sia come omaggio a un passato cinematografico che non c’è più sia come moderna ironica rappresentazione di quello che siamo diventati oggi, cinematograficamente e non.

    Da vedere.

    Etichette: Christoph Waltz, Franco Nero, Jamie Foxx, Leonardo DiCaprio, Morricone, Samuel L. Jackson, Western

     
    posted by Martin at 08:44 | Permalink | 0 comments
    venerdì 23 ottobre 2009
    BASTARDI SENZA GLORIA
    BASTARDI SENZA GLORIA
    (Inglourious Basterds)
    Regia: Quentin Tarantino
    Produzione: USA/Germania
    Anno: 2009

    Genere: Storico-satirico

    Al netto di citazioni e ammiccamenti, in una Francia Occupata fuori dalla storia quanto l'America di un qualsiasi western, quello che rimane è lo sberleffo, verso la violenza nelle sue forme più cruente, verso la consueta divisione morale dei ruoli, verso il cinema e il mondo che lo circonda, ma soprattutto verso noi spettatori intrappolati in un perverso gioco in cui le regole le fa lui, il burattinaio cinefilo di Knoxville.

    Merita una visione (e ne invoglia una seconda)
    .

    Etichette: Brad Pitt, Christoph Waltz, Guerra, Parigi, Vendetta

     
    posted by Martin at 23:49 | Permalink | 15 comments


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