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  • ...perché di cinema si “parla” troppo e le troppe chiacchiere finiscono spesso per toglierci la sorpresa e il gusto della visione...


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Nome: Martin
Da: Milano
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À INTÉRIEUR MARTYRS Brutto film. Terrificante se vogliamo, ma non perchè mette paura. Parte bene ma dopo una ventina di minuti si rivela un'ignobile pellicola del nuovo horror francese (come "Frontiers" altra orribile proposta dalla Francia). Io ne vedo i limiti ma non posso negarne la forza e l'originalità, soprattutto della prima metà.
Un film del genere rischia più di ogni altra cosa la gratuità e qui, per fortuna, ne ho trovata poca.
E non mi si parli del finale, che in fondo non ha poi molto peso nell'economia globale del film.
Grandissimo film horror secondo me. Mi ha colpito veramente profondamente. Secondo me è da vedere, almeno per gli appassionati del genere.

Ale55andra
Infatti il finale non l'ho nemmeno accennato Martin ;)Ma Calcola che questo film l'ho visto in anteprima al Festival del cinema di Roma dove, come detto all'inizio mi ha colpito (la vendetta-massacro è eccellente per freddezza, direi), ma col passare dei minuti si è rivelato un film quasi indeciso su dove andare a sbattere e un film che non è riuscito a mantenere la tensione iniziale (dopo il suicidio della ragazza colpevole del massacro, il film si perde in diluite sequenze). @Ale:
come sai il genere mi piace e anche parecchio e anche questo rappresentante del nuovo horror francese l'ho trovato tanto estremo quanto interessante.
Il problema è che si rischia sempre, con film di questo tipo, di produrre opere anche visivamente belle ma un po' fini a se stesse.
Questo Martyrs meglio di altri sfugge a questo pericolo.
Ma penso si possa, e si debba, fare di meglio.

@Al:
si beh, diluite in confronto alla prima parte del film.
E anche se ha di sicuro meno impatto, malgrado ci venga risparmiata l'atrocità finale, penso che una sua validità ce l'abbia.
Magari è proprio che un film così non è nelle tue corde...
Infatti questo mi preoccupa tra le tante cose: ha un senso tutta la crudeltà che abbiamo visto? Vuole suggerirci altro? Mi è sembrato di no. Anche se sembra fare molto effetto il fatto che una determinata cosa o situazione dovrebbe far pensare (coem questa cosa dell'atrocità insomma).
Poi si, possiamo anche dire che un film così non è nelle mie corde (ma non ripudio l'horror, altrimenti Cronenberg dove lo mettiamo?).
Beh Cronenberg ha avuto di sicuro una fase horror ma talmente personale da essere definito "alla Cronenberg"!
Per quanto riguarda Martyrs posso dire che ci ho trovato meno compiacimento e meno "infantilismo" voyeuristico rispetto, ad esempio, ai due Hostel.
Non mi pare poco.
Io penso che le atrocità mostrate in Martyrs non siano affatto fini a se stesse, anzi stiano a raccontarci e a dimostrarci una determinata idea sul concetto etico-sociale di religione e su come l'uomo si rapporti ad essa (con tutta una serie di riferimenti a quanto ci viene chiesto dalla religione e quanto siamo disposti a rispondere a queste richieste), che non mi sembra poi ci così poco conto.

Ale55andra
Di sicuro il tuo è un punto di vista ben calibrato Ale, e che trova solidi agganci con quanto visto sullo schermo.
Personalmente comunque continuo a preferire i primi due blocchi del film, che trovo non solo i più forti emotivamente ma anche i più originali.
Si indubbiamente la prima parte è più riuscita della seconda, anche secondo me. Però, sempre secondo me, il film è interamente riuscito, con una prima parte migliore e una un pò inferiore ma comunque valida.

Ale55andra
Ci siamo capiti direi ;-)
Hai per caso visto altri film di questo nuovo filone horror francese?
Cosa mi consigli?
Non è poco. Ma "Hostel" (I e II) non mi sembra chissà quale termine di paragone per poter dire che questo "Martyrs" sia un film riuscito. Certo, dietro Hostel ci sta lo zampino di Tarantino (probabilmente il compiacimento di quei due film è merito suo, se così possiamo dire) ed alla fine entrambi gli episodi mi sono anche simpatici (il che vuol dire che sono mediocri e nulla di più). Ma questo "Martyrs" che, ripeto, sembra seguire la scia (o segue davvero mi sa) di "Frontiers", altra pellicola a base di sensazionalismi e crudeltà creata dal cinema francese, non sembra davvero andare più a fondo di quello che mostra. A quanto pare ho un rigetto verso questo nuovo filone horror Francese. Ne vedrò un altro per assicurarmi dell'opinione, così poi potrò stare in pace ;) Questo film ha proprio diviso gli appassionati a quanto pare.
C'è chi ne dice meraviglie e chi lo detesta senza mezze misure.
Io sinceramente mi trovo un po' in mezzo.
E' di sicuro tecnicamente molto ben fatto, non ci sono nè banalità registiche nè momenti in cui il materiale sfugga alla mano che lo guida.
Dal punto di vista narrativo-espressivo non può mancare di colpire duro e in questo il paragone con gli Hostel ci può stare. Fanno tutti parte di questo nuovo filone horror che qualcuno definisce torture porn.
Ma mentre i film americani sono particolarmente grezzi da tutti i punti di vista (il secondo si salva appena con un pizzico di ironia) questo Martyrs è decisamente di un altro livello.
Il problema è cercare di capire quanto questo filone, quello francese in particolare di cui appunto anche Frontiers fa parte, stia effetivamente innovando il genere horror e il cinema in generale.
Da questo punto di vista mi pare che M. qualcosa da dire ce lo abbia, a prescindere da quanto lo si apprezzi.
Personalmente devo dire che più passano i giorni e maggiore è l'impressione positiva che ne ricavo. Alcuni miei dubbi erano legati alla capacità o meno del film di riuscire ad essere più di una semplice collezione di truculenze e alla capacità di veicolare un messaggio, qualsiasi esso sia.
Adesso come adesso però non solo non trovo che questa esigenza sia poi così fondamentale ma riesco anche a cogliere un certo percorso simbolico narrativo che pervade tutta la pellicola.
Dovrò rivederlo prima o poi, per ora lo lascio "decantare".
A questo punto però recupererò alcuni altri titoli francesi di cui si parla molto bene come Frontiers appunto, Them, A l'interieur e altri.
A quel punto Al potrò avere un'idea più precisa di questo interessante nuovo horro francese, la cosiddetta nouvelle trouille.
1. Grazie della definizione di questo filone: Nouvelle Trouille.
2. Al di là che rimaniamo opposti sul parere riguardo a questo film (sempre più visto che col passare dei giorni hai detto vedo sempre più del positivo in questo lavoro), ripeto, ne vedrò un altro così potrò confermare o ricredermi sulla mia opinione (ci credo poco però, perchè non provare?).
3. Il film ha diviso tutti, appassionati e non, credo perchè dà la fortissima sensazione che sia un bell'allenamento per lo stomaco e nulla di più. E' una cosa che si rimproverava a molti film meno recenti (a quelli di Craven, Carpenter e il già nominato Cronenberg), ma anche ai meno reconditi "Saw" (intendo la saga). Magari non è la maniera più giusta per dire se è il film vale o no, ma è un fattore molto importante, l'impressione.
4. Vedremo se questo nuovo filone francese saprà davvero restaurare il genere a cui appartiene o resterà un tremendo tentativo (apprezzabilissimo eh, ma non riuscito) di approccio ad un nuovo tipo di Horror.
Come a dire: questi film saranno l'elisir della vita eterna o la demolizione del genere?
Aspetteremo e vedremo.

Dopo tutto questo,
ti auguro buon natale Martin.
Mi pareva di aver capito che avessi già visto Frontiers (e che non ti fosse piaciuto nemmeno questo).
In ogni caso ci confronteremo presto su questo tema visto che anch'io recupererò presto altri titoli.
Rimane il fatto che comunque l'horror è sempre più un cinema di nicchia e quindi tutto nasce e muore al suo interno.
Quel che è certo è che qualcosa si è già mosso. Vedremo dove porterà.

Tanti auguri anche a te, Al.
HOSTEL: PART II Eli roth da seguace di tarantino non può esimersi dal proporre varie citazioni. Io da appassionato di film di genere italiani anni 70 non posso che coglierle ihihih.
Vorrei evidenziarne alcune che trovo interessanti (e complesse):
1. Il personaggio interpretato da Edwige Fenech è quello di una insegnante, ruolo che ha dato il titolo a diversi film della Edwige nazionale: L'insegnante (1975), l'insegnante va in collegio (1977), L'insegnante viene a casa (1978).
2.Il ruolo interpretato dal regista italiano Ruggero Deodato è quello di un cannibale, infatti Deodato è conosciuto sopratutto per aver diretto lo stracult Cannibal Holocaust (1979).
3. La Fenech mancava dal grande schermo esattamente da vent'anni, la sua ultima apparizione risale a Un delitto poco comune, il cui regista er aproprio Deodato.
Sei sempre una fucina di informazioni interessanti Fabrizio.
Pur avendo riconosciuto i due personaggi mi sfuggivano i collegamenti.
Tra l'atro Cannibal Holocaust è un film molto più forte di questo Hostel II, oltre ad essere un film di livello parecchio superiore.
Io sono ferma al primo che tra l'altro non mi aveva proprio convinta. Di Eli Roth ho apprezzato maggiormente Cabin fever.
Comunque a causa del mio masochismo, soprattutto in campo orrorifico, sicuramente recupererò gli altri due capitoli della saga. Tanto, sono arrivata a Saw V, figuriamoci se non posso arrivare ad Hostel III.
Ale55andra
In effetti il primo Hostel non è un granchè anche se qualche piccolo motivo d'interesse ce l'ha.
Questo secondo ricalca più o meno lo stesso canovaccio, ma con una vena dissacrante e autoironica che perlomeno non lo rende inguardabile.
A questo punto vedrò di recuperare Cabin Fever visto che me ne parli bene!
Ah! Hai recuperato anche questo secondo capitolo di "Hostel"! Bè sembra che tu lo abbia apprezzato più della prima parte. Il primo in un certo modo era più rozzo ma vitale mentre questo si è "ripulito" senza tante novità ma ha un finale che smonta tutto e lo manda brillantemente in malora. HOSTEL non mi aspettavo molto da questo film, ma mi ha dato anche meno. deludente anche sull'aspetto ultraviolenza. nel campo sevizie (che comunque è un "genere" che non prediligo) il titolo più interessante rimane ichi the killer. Insomma...si può anche evitare, non è uno dei migliori horror che io abbia visto, ma nemmeno uno dei più passabili. Certo dal punto di vista splatter non è malaccio, però se si cerca anche qualcos'altro non è il massimo... @iosif:
nemmeno io riesco a farmelo piacere più di tanto eppure non penso sia tutto da buttare.
E' un film volutamente grezzo e "superficiale" ma dotato di una certa forza e qualche brivido genuino riesce a procurarlo.
E in più ha quel tocco di amoralità che non guasta.
Non penso sia poco.

@Ale55andra:
sono d'accordo manca ogni tipo di approfondimento ma forse per un film così nemmeno serve.
Hai per caso visto il seguito?
Visto che hai gettato la "proposta" (:D), eccomi qui a commentare Hostel (comunque avevo pensato di lasciare un mio parere).
Un film in alcuni momenti disgustoso, forse in senso positivo, in quanto riesce nel suo intento di schifare gli spettatori. Per il resto la trama è piuttosto sfilacciata e troppo spesso con la violenza si trapassa il limite. Sta di fatto che come hai detto tu, non è un film da buttar via, ma se non lo hai visto, vedi il seguito, film che in parte surclassa il suo predecessore sia nella violenza che nella storia.
Se è per questo gran parte del film è una fiera dell'improbabile ma è soprattutto l'aspetto "sanguinolento" che pensavo non gradissi troppo... ;-) No no ma in effetti non amo l'aspetto sanguinolento eh...ma in questo caso, essendo un film praticamente basato e forzato sul Gore, riesco magari a trovare anche del buono in tutta questa macelleria. Ovviamente non è un mio film preferito :) A questo punto, visto che lo consigli, vedo di recuperarne il seguito.
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    mercoledì 31 marzo 2010
    À INTÉRIEUR
    À L'INTÉRIEUR
    (À l'intérieur aka Inside)
    Regia: Alexandre Bustillo / Julien Maury
    Produzione: Francia
    Anno: 2007

    Genere: Follia materna

    Basandoci solo sulla pura violenza, quella dei corpi martoriati da ogni tipo di oggetto tagliente, oppure basandoci solo sul corpo-ricettacolo fatto a pezzi mentre dentro pulsa ancora un’altra vita, considerando solo questo, non si riuscerebbe a cogliere la sensuale brutalità del rapporto tra aguzzina e vittima, legate da un invisibile cordone ombelicale che è la sola chiave per cogliere la complessità nascosta nella psichedelia ematica di un magistrale racconto della follia più estrema e dell’amore più viscerale.

    Da vedere (ma solo si è veramente disposti a sottoporsi a qualcosa di davvero estremo)
    .

    Etichette: Alysson Paradis, Francia, Gorn, Gravidanza, Horror, Sang Nouveau

     
    posted by Martin at 08:12 | Permalink | 0 comments
    venerdì 18 dicembre 2009
    MARTYRS
    MARTYRS
    (Martyrs)
    Regia: Pascal Laugier
    Produzione: Fraancia/Canada
    Anno: 2008

    Genere: Visione di morte

    Che sia una visione molto vicina al limite del tollerabile è un dato di fatto, eppure rimane almeno in parte la sensazione che tutta questa inumana e violenta depravazione abbia un senso, sia perché per una volta non ruota tutto intorno al concetto di “mostro”, nemmeno travestito da “normale” torturatore, sia perché si punta concettualmente in alto, pur con gli ovvi limiti di un’operazione di questo tipo, per cercare di dare un senso e una “nobiltà” al dolore, finendo in un beffardo e mistico finale, che non porta forse a nulla ma che ci lascia comunque scossi e con qualche riflessione che ci perseguita.

    Merita una visione (ma con tutte le cautele necessarie ad un'eperienza estrema)
    .

    Etichette: Francia, Gorn, Horror, Morjana Alaoui, Sang Nouveau

     
    posted by Martin at 00:01 | Permalink | 15 comments
    lunedì 27 luglio 2009
    HOSTEL: PART II
    HOSTEL: PART II
    (Hostel: Part II)
    Regia: Eli Roth
    Produzione: USA
    Anno: 2007

    Genere: Giochi di morte

    Nella fase di preparazione che precede i massacri i meccanismi narrativi sono talmente palesi da insinuare il dubbio che sia un’effetto assolutamente voluto, così da innescare esplosioni di comicità involontaria, e grazie a questo distacco, l’”azione” diventa puramente un fatto estetico, e, ancora di più che nel primo capitolo, voyeurismo senza emozione, a parte ovviamente un certo disgusto, rafforzato dal fatto che il contesto di macellazione si è ripulito, è diventato rituale, ma tanto quanto è prevedibile il circo iniziale tanto (sorpresa!) è beffarda e ironica la fogna finale.

    Si può anche vedere (non fosse altro per il coraggio dimostrato nello sbeffeggio finale)
    .

    Etichette: Gorn, Horror, Sequel, Slovacchia

     
    posted by Martin at 22:50 | Permalink | 6 comments
    mercoledì 15 aprile 2009
    HOSTEL
    HOSTEL
    (Hostel)
    Regia: Eli Roth
    Produzione: USA
    Anno: 2005

    Genere: Giochi di morte

    L’esibizione di corpi, dal voluttuoso al “chirurgico”, ne fa uno spettacolo di pura macelleria, certamente poco sottile nelle caratterizzazioni e talmente eccessivo da sfiorare il grottesco, eppure occorre riconoscere una certa malata vitalità a questo racconto capace in più occasioni di inchiodarti sulla poltrona con le sue insensate sadiche trovate.

    Si può anche vedere (a patto di avere stomaco forte e nervi saldi)
    .

    Etichette: Amsterdam, Gorn, Horror, Slovacchia

     
    posted by Martin at 22:29 | Permalink | 7 comments


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